Ognuno è ciò di cui si prende cura

Luigina Mortari, Filosofia della cura

(Raffaello Cortina Editore, 2015, pp.225)

La cura è, forse, la principale delle competenze dell'esistenza. Che dimostra, a un tempo, la fragilità dell'essere umano (nel ricevere cura) e la grandezza (nell'averne). Dalla nascita e fino all'ultimo istante, la cura prende diverse forme nelle diverse forme di relazione: madre-figlio, docente-discente, coppia, familiare-malato..., dimostrando l'intima relazionalità della nostra condizione umana...


Pur essendo una delle principali realtà umane, la cura non è stata oggetto di indagine sistematica da parte degli studiosi.

Per fortuna, è uscito di recente questo libro, grazie al lavoro serio e appassionato di Luigina Mortari, direttore del Dipartimento di filosofia, pedagogia e psicologia dell'Università di Verona. Ma, soprattutto, persona che ha condiviso il suo lavoro di educatrice e formatrice negli anni, nelle aule scolastiche e nelle corsie di ospedale. Ne esce un contributo molto denso e complesso, originale e 

 sorprendente, che parte dalla Grecia antica e percorre la

storia del pensiero occidentale, fino a una ricca rassegna di autori del '900, perlopiù di cultura ebraica. Dal Fedro di Platone, che identifica la cura come un tratto essenziale non solo dei mortali ma anche della divinità “disponendo per bene ogni cosa e prendendosene cura”, fino all'affermazione di Heidegger: "ognuno è quello che fa e di cui si cura".

Un bel libro, militante, un appello dell'Autore a rimetterla al centro della vita personale e sociale per dare un senso, profondo e concreto, alle azioni che compiamo.