Avvocati e ingegneri: assi nella manica dell'industrializzazione bresciana

Giulio Schiannini, Professionisti, imprenditori, politici e sviluppo industriale (MUSIL, Brescia 2015, pp511)


La storia dell’economia, sfoltita da agiografie e trionfalismi, la fanno le persone. Con le loro idee, le vicende e anche con gli insuccessi.

La sintesi del volume di Giulio Schiannini - avvocato di professione e storico per passione – presentato ieri nella sede dell’Associazione Industriali, è tutta qui.

Pubblicato dal Museo dell’industria e del lavoro grazie all’opera meritoria della Fondazione Luigi Micheletti, ...

La storia dell’economia, sfoltita da agiografie e trionfalismi, la fanno le persone. Con le loro idee, le vicende e anche con gli insuccessi.

La sintesi del volume di Giulio Schiannini - avvocato di professione e storico per passione – presentato ieri nella sede dell’Associazione Industriali, è tutta qui.

Pubblicato dal Museo dell’industria e del lavoro grazie all’opera meritoria della Fondazione Luigi Micheletti, “Professionisti, imprenditori, politici e sviluppo industriale” (pp.511) è un meticoloso e poderoso lavoro sulla storia dell’industrializzazione bresciana tra Ottocento e Novecento. Una miniera di informazioni di prima mano provenienti da ben 56 archivi – ha fatto notare Roberto Romano, storico dell’industria dell’Università di Milano – che l’Autore ha generosamente messo a disposizione. Ne deriva un’analisi minuziosa dal periodo preunitario di un Paese frammentato e arretrato, fino all’impetuoso sviluppo di fine ‘800, per arrivare al secondo posto in Europa come industria manifatturiera, ancora oggi ben saldo, ha rimarcato Camillo Facchini, relazioni esterne AIB e moderatore dell’incontro.

   Di fronte al folto pubblico presente in sala, Federico Ghidini, Presidente Giovani Imprenditori di AIB, ha ammesso che lavorare sulle radici oggi è faticoso, ma è

necessario capire come sono nate le Silicon Valley 

nostrane, fiorite intorno ai tre principali corsi d’acqua, per ricominciare un percorso degno di futuro.

   La storia degli imprenditori bresciani di 150 anni fa, in effetti, svela molto di quel patrimonio di operosità, innovazione e passione che esprime la nostra provincia, che ebbe il coraggio allora, in una fase stagnante, di aprirsi a imprenditori stranieri e forestieri, perlopiù milanesi, ed avviare le prime manifatture cotoniere. La prima fabbrica bresciana – ha precisato Carlo Simoni, storico e scrittore - era proprio il Cotonificio di S.Polo, poi acquistato dalla famiglia Schiannini. Un edificio austero, a tre piani, con una macchina a vapore e grandi impianti, il tutto ingentilito da un giardino, forse per scusarsi del disturbo del fumo che l’azienda avrebbe prodotto.

   L’originalità del lavoro di Schiannini - come ha evidenziato Sergio Onger, docente di storia economica nell’Università di Brescia - è lo stretto legame tra industriali, politici e professionisti. In modo particolare, il volume fa luce sul ruolo cruciale svolto dai professionisti, essenzialmente avvocati e ingegneri, nei processi di sviluppo. Personalità di grande carisma e capacità di relazione, nell’Italia liberale e zanardelliana, ebbero un ruolo fondamentale per attrarre imprenditori e investimenti. Come diremmo oggi: facilitatori territoriali, capaci di connettere pubblico e privato per costruire il futuro.



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Storia dell'industrializzazione bresciana tra 800 e 900 (pubblicato sul Giornale di Brescia il 16 aprile 2015)
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