Angelo Ghiroldi : lasciamo interrati i tesori assiri

 

 

Forse meglio lasciare interrati i tesori della Mesopotamia

Le pietre parlano, delle storie millenarie dell’umanità, che ha affidato ad esse il meglio di sé, la propria anima. Ma un pezzo di quest’anima se n’è andato, in Iraq, ad opera di individui che è difficile qualificare. La sensazione immediata è di rabbia e orrore, “un crimine di guerra", come ha denunciato Irina Bokova, direttrice Unesco. Statue, manufatti,siti archeologici, muti e immobili, subiscono inermi i colpi inferti da un odio cieco e sordo.

 

 


Ma, oltre la reazione, legittima, resta la domanda: perché? Ne abbiamo parlato con Angelo Ghiroldi, archeologo bresciano esperto di Assiri, che ha operato a lungo nel nord dell’Iraq, proprio nei luoghi del massacro.

   Dottor Ghiroldi, che ne pensa dei video su youtube sulla distruzione dei siti?

E’ stato un duro colpo veder distruggere in modo barbaro e assurdo delle cose così preziose... In particolare la distruzione del palazzo di Nimrud. Pensi che i primi anni di scavi ci trascorrevo quasi 6 mesi all’anno. L’ultima volta ci sono stato nel 2010 per consegnare al Ministero dei beni culturali iracheno un lavoro finanziato dal Ministero degli Esteri italiano per il Museo di Bagdad. Ormai la situazione l’ho parzialmente metabolizzata, ma sono preoccupato per l’escalation della distruzione…

   In che senso?

Osservi con attenzione quei video. A Mosul, il filmato è decisamente artigianale, girato da un osservatore lontano; ad Hatra, sono ancora riprese amatoriali, ma più mirate e vicine a chi sta compiendo quei gesti. Infine, arriviamo a Nimrud: si tratta di un film con sceneggiatura, montaggio, colonna sonora, riprese intervallate da proclami e poi la scena finale: l’esplosione del sito con quattro telecamere fisse in altrettanti punti…

Vuol dire che sono filmati finti?

   No, no. Sono autentici. Voglio dire che è preoccupante l’escalation: questa è vera e propria propaganda. Questi individui hanno registrato la reazione sdegnata di tutto il mondo ai primi video e hanno capito che lavorando sulla comunicazione avrebbero raggiunto meglio il loro scopo. In modo sempre più spettacolare e barbaro, fino a radere al suolo testimonianze millenarie.

   John Curtis, del British Museum, sostiene che anche gli occidentali non hanno usato la mano leggera quando erano in Iraq, come a Babilonia, scelta come sede di una base militare...

Conosco le vicende e conosco Curtis, con cui ho fatto scavi a Ninive. Quelle che cita sono frutto di "stupidità" militare. Distruzioni analoghe le hanno fatte gli iracheni in altri siti archeologici, pensando che le postazioni antiaeree li avrebbe preservati dai bombardamenti. Oppure a Babilonia, ampiamente distrutta da Saddam Hussein per costruire un palazzo presidenziale e con "ricostruzioni" discutibili sul piano storico. E comunque, dopo l'occupazione del paese da parte delle truppe 

alleate (seconda Guerra del Golfo, ndr), numerosi sono stati anche i casi di trafugamento di reperti in cui sono stati coinvolti, purtroppo, anche soldati italiani. Ma non possiamo certo equiparare questi episodi a quanto avvenuto recentemente. Qui c’è una volontà precisa di ferire nell’intimo l’umanità, in modo consapevole.

   Tra l’altro, ho letto che la Tomba di Giona è un riferimento sia per musulmani sciiti sia sunniti…

Esatto. La moschea di Giona è uno dei più importanti monumenti e luoghi di pellegrinaggio di tutti i musulmani. Gli iracheni hanno un particolare rispetto per il proprio patrimonio culturale antico, ma questo vale anche per l’Iran, che viene spesso additato come integralista. E’ chiaro che qui la religione non c’entra. Se volevano colpire i simboli religiosi, ad esempio quelli cristiani, potevano sbizzarrirsi: a Mosul ci sono tante chiese e villaggi cristiani. Qui invece si sta sparando nel mucchio.

   Ma qual è la logica di tutto questo?

Non lo so. Forse intendono distogliere l’attenzione dai massacri di persone che stanno perpetrando, come con i Yazidi, un’enclave culturale a nord di Mosul: perfino Saddam li aveva rispettati. E mi spiace constatare che la stampa si occupi solo dei siti archeologici e non parli di questa tremenda pulizia etnica. O forse vogliono fare una prova di forza, pur consapevoli della gravità e ostentando sicurezza e disprezzo, dato che nessuno li ha fermati finora.

   C’è una soluzione?

All’IS non lo so, andava stroncata sul nascere, ma nessuno si è preso la responsabilità… Ha occupato di fatto tutta la zona mediorientale destabilizzata dall’Occidente: Iraq, Libia, Egitto, Siria. Dall’Iran, invece, se ne guardano bene.

   E per quei monumenti cosa si può fare?

Purtroppo, penso che questa escalation continuerà e che Assur sia il prossimo obiettivo. Ora le dico una cosa forte, me ne rendo conto. Mi è venuta in mente pensando al Palazzo reale di Assurnasirpal, dove avevamo trovato un altro palazzo, che poi abbiamo lasciato interrato. Forse meglio che rimangano interrati, questi tesori, piuttosto che distrutti, o no?

   Che scavi sta facendo ora?

Sono vicino a casa. Sto scavando in centro a Milano da un anno. Abbiamo fatto ritrovamenti importanti di età romana e medievale in piazza Duomo e in piazza Fontana.

Ma di più non posso dire, per ora.



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Intervista a Angelo Ghiroldi (pubblicata sul Giornale di Brescia il 18 maggio 2015)
Angelo Ghiroldi ha vissuto e scavato per molti anni nel nord dell'Iraq, oggetto in questi mesi di distruzioni dei monumenti assiri da parte dei fondamentalisti IS...
GdB intervista a ANGELO GHIROLDI 2015_18
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