Giuseppe Morici (Barilla): il marketing "buono"

 

Come fare marketing da brave persone

Un’attività generativa e dotata di senso, che aiuta a risolvere i problemi della gente. Non stiamo parlando di un pensiero filosofico e nemmeno di un’attività tipicamente filantropica. E’ la visione del marketing che ci propone Giuseppe Morici nel suo “Fare marketing rimanendo brave persone. Etica e poetica del mestiere più discusso del mondo"

Un libro avvincente e affascinante, che si gusta come una storia d’altri tempi.

   Morici, ma è proprio sicuro che stiamo parlando del marketing, ovvero di quella disciplina che deve convincere le persone a comprare un prodotto?

Certo. Il marketing ha alla base una profonda conoscenza dell’animo umano, perché fa leva sull’identità di un individuo, lo coinvolge emotivamente e lo persuade sul piano logico-razionale, che è esattamente il processo integrato che compie il nostro cervello.

Del marketing io cerco di spiegare il perché (etica) e il come (poetica), attraverso la costruzione di una narrazione significante che colpisce il consumatore.

   Ma il marketing non è la causa della crisi, inducendo nuovi bisogni non necessari e generando, di fatto, stili di vita non sostenibili?

Guardi che lei si sbaglia. Forse voleva riferirsi alla finanza degli ultimi anni, quella che massimizza i profitti infischiandosene del resto, sfruttando posizioni di vantaggio per alcuni e non per altri. Il marketing è una disciplina che genera valore nel tempo per l’azienda, perché ascolta le esigenze di chi ha di fronte. Noi diciamo che in 3 minuti ti piace un biscotto, in 3 ore un piatto di pasta e in 30 anni io ti do un regime alimentare sano, equilibrato e piacevole: questo è l’approccio - e la responsabilità - del marketing.

   Ha in mente esempi di questo modo di concepire l’impresa?

Le faccio tre nomi: Adriano Olivetti, Pietro Barilla e Steve Jobs. Tutti e tre hanno vissuto non mettendo al primo posto l’idea di fare soldi, quanto di produrre prodotti credibili e contagiare più persone possibili. Ma questo gli imprenditori lo sanno….

  Ne è proprio sicuro?

Beh, pensandoci bene, forse in Italia non c’è un tessuto

 favorevole, dato che spesso, con tante e significative eccezioni, gli imprenditori sono focalizzati su se stessi. Eppure, ragionare in questo modo è di una semplicità sconcertante ed è ciò che io intendo per marketing “ecosostenibile”: passione, visione e obiettivi ma anche una relazione con il cliente fondata sul rispetto, che è la sintesi di attenzione, educazione e stile. E questo aspetto, 

mi creda, non è alternativo al profitto, ma lo incorpora in un concetto di valore più ampio. Oltre che essere, tutto sommato, l’esito di un sano egoismo imprenditoriale.

   E cioè?

Se tu hai un’industria con 30 stabilimenti e migliaia di persone, ciò che produci avrà successo se stanno bene le persone che ci lavorano e l’ambiente in cui operi… non mi sembra complicato da capire, no?

   Che ne pensa delle polemiche recenti di Carlin Petrini contro Mc Donald’s su Expo?

Conosco bene Petrini e ho una grande stima di lui. Rispetto a Expo, però, voglio essere pragmatico: se tu vuoi cambiare il sistema agroalimentare che sta andando a rotoli nel pianeta devi stare dentro il meccanismo, se no non sei efficace. Non puoi bloccare qualcuno di fronte ai cancelli e dirgli che non può entrare.

   Quali sono le qualità di un buon marketing?

Le elenco nel volume, raccontando storie conosciute di marche e prodotti, di uomini e donne. Il marketing che mi piace vende, ma non tutto, non a chiunque e non a tutti i costi. Crea, ispira, incanta, racconta e migliora. Diffonde stili di vita generativi, rende la vita più bella e piacevole. Se dovessi utilizzare un termine che mi sta a cuore, un po’ retrò, nella disputa tra crescita e decrescita il marketing sceglie il progresso, ovvero si prende cura del futuro.



CHI E' GIUSEPPE MORICI

Vive con la famiglia a Parma, nel cuore della Food Valley. Attualmente è Presidente della Regione Europa del Gruppo Barilla. La sua carriera ha un’impronta internazionale, da Procter & Gamble, passando per Monitor (Michael Porter) fino al gruppo Bolton. Il suo originale campo di interesse è la connessione tra le grandi tematiche del management - marketing in testa - e le scienze umane, dalla filosofia alla psicologia alla sociologia. Con una innegabile, dichiarata passione per lo storytelling, l’arte di raccontare storie, ovvero una delle vie più profonde per dialogare con l’animo umano. E da lì partire per migliorare, senza scorciatoie, la qualità della sua vita.


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Intervista a Giuseppe Morici (pubblicata sul Giornale di Brescia il 1 giugno 2015)
GdB intervista a GIUSEPPE MORICI 2015_06
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