L'Italia della fiducia (con forbici)

Carlo Cottarelli, La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare (Feltrinelli 2015, pp.205)

 

Quello di Carlo Cottarelli è un libro ricco di numeri e dati, scritto per farsi capire da tutti, quasi con un intento didattico. “La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare” (Feltrinelli 2015, pp.205), ha una copertina in cui campeggia un bel paio di forbici.

E fin qui nulla di strano. Fu chiamato da Enrico Letta dal FMI per analizzare la spesa pubblica e proporre come e dove tagliare. Ma il libro è molto di più di un “inno” all’austerità o al facile qualunquismo, per quanto la retribuzione media dei dipendenti alla Camera (188.000 € annui) non aiuti…

(clicca qui per leggere anche l'intervista all'Autore)

E’ il tentativo onesto – fatto da chi, anche se in USA, è molto vicino al nostro Paese - di elencare le cose che non vanno (da smontare) ma anche quelle che vanno (da imitare), offrendo indicazioni per risalire la china del terzo debito pubblico del mondo rispetto al PIL, dopo Grecia e Giappone. Un’idea su tutte? Un’unica aliquota IVA. E’ vero che, con le aliquote ridotte, chi ha meno può comprare i prodotti, ma è chi ha di più – in quanto più forte consumatore – che ottiene più vantaggi. Se invece si mantiene un’IVA unica, i maggiori introiti possono essere girati a chi ha meno o per abbassare le tasse.

Un esempio emblematico del “caso” Italia è la spesa sanitaria (110 miliardi), cresciuta meno che in altri Paesi

(inclusa la Germania), con servizi, mediamente, di qualità e un’aspettativa di vita più alta degli USA, che spende 2,5 volte di più. Tutto bene, allora? No. Il fatto è che il budget non è basato sull’efficienza, quanto sulla base della spesa storica del sistema; accettando di fatto, accanto a regioni virtuose, gli sprechi eclatanti di altre. Le soluzioni? Esistono, ma occorre una chiara volontà politica e maggiore flessibilità di gestione dei dirigenti pubblici: si chiamano centrali di acquisto (la PA si aggrega per ottenere risparmi), costi standard come riferimento del sistema (vedi il sito www.opencivitas.it), obiettivi da raggiungere e l’utilizzo di indicatori per valutare l’efficacia.


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