La memoria degli alberi

Bernardo Notargiacomo, La memoria degli alberi (Piemme, 2013, pp.181)


E' la storia, intensa, drammatica e scorrevole, di Joan Blanco, allontanato dagli uomini per avvicinarsi sempre più alle piante, delle quali conosce il linguaggio segreto. "Adesso era parte di quell'immensità. Ora sapeva quale era il suo posto nel mondo."

Grazie a questo dono unico, Joan conoscerà il mistero della bellezza e verrà apprezzato dagli uomini, diventando uno dei migliori giardinieri del suo tempo. Per i suoi amici vegetali, così numerosi e diversi ma accomunati da un medesimo linguaggio, Joan sarà per sempre "Respiro sospeso".

Non c'è che dire: nonostante, a mio parere, un finale un po' amaro e sbrigativo, Notargiacomo ha scritto una bella favola, che decentra la lettura della realtà da parte dell'uomo e la sposta verso il mondo di piante e fiori, di cui si può gustare in modo sorprendente la ricchezza e la vitalità.