Oscar va all'Essenziale

Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama rosa (Edizioni e/o 2015 tr.it., pp.115)

 

Lo dichiaro da subito: questo volumetto mi ha fatto piangere varie volte.

Non so se è la capacità narrativa di Schmitt, o il fatto che una storia come questa l'ho vissuta, in qualche modo. Fatto sta che è arrivata dritta al cuore da subito, dalla prima pagina, esperienza che vivo di rado con un libro, e che mi ha spinto ad acquistarlo, dopo averne varcato, un giorno, la copertina in una libreria.

Oscar è un bimbo malato terminale di 10 anni, che vive in un reparto con altri ... 

bambini con cui condivide la medesima situazione. E' un bambino vispo, pieno di vita, e sa che dovrà lasciare a breve questa terra.

E inizia a provare paura e poi rabbia, anche perché si trova solo ad affrontare la sua condizione, perché i suoi genitori sono sopraffatti dal dolore.

Ma arriva in scena Nonna Rose che si prende cura di lui, una ex giocatrice di wrestling (così almeno lei dice) che lo accompagnerà negli ultimi giorni, tra risate e monellate, scherzi e dispetti, primi battiti di cuoricino per 

Peggy Blue, una bimba ricoverata con lui...

Oscar affiderà tutto ciò che vive ad alcune lettere scritte, a mo' di diario, a Dio, che non aveva mai conosciuto ma, dato che glielo ha suggerito Nonna Rose, cerca di instaurare un dialogo aperto. 

Anche mentre sto scrivendo queste poche righe gli occhi si gonfiano di lacrime, che non sono un cedimento al dolore, quanto un inno alla vita e alla speranza, così come mi ha insegnato Oscar.

Un libricino imperdibile per chi desidera approdare all'essenziale.