Nek: recensione di un libro non ancora letto

Nek-Filippo Neviani, Lettera a mia figlia sull'amore

(Rizzoli 2015, pp.193, €17)


Dichiaro da subito che non ho ancora letto il libro.

Eppure, le poche righe che ho potuto gustare, mi hanno travolto, come quando stai in una stanza totalmente buia e poi apri un piccolissimo spiraglio nella porta che dà nell’altra stanza e vieni investito da una luce che ti acceca.

Non sono un fan di Nek, anche se il suo timbro di voce e la sua energia positiva mi sono sempre piaciuti.

Ma quando ho aperto quel minuscolo spiraglio del suo “Lettera a mia figlia sull’amore” ho messo insieme alcuni tasselli e... cavolo, che bella storia!

Ero entrato, come mio solito, nella libreria che frequento spesso a caccia di cose interessanti, ma il posto in cui mi siedo per fiutare le novità era occupato da un autore intento a presentare il suo libro. Allora mi sono spostato in una zona, dopo quella della saggistica, che non mi è usuale, davanti alla quale era collocata l’unica sedia libera: gli scaffali della musica, biografie e volumi sugli artisti. E lì, tra un Cobain e Elton John, in bella vista, vengo attirato da una copertina con un uomo a petto nudo, barba e occhi azzurri che mi chiamano: Nek.

Sentiamo che cosa ha da dire questo Nek, allora, che parla a sua figlia!

Sono bastate poche righe, pescate a casaccio e lette nel volume e mi è sembrato che tutto ciò che avevo costruito in quel momento, dentro e fuori di me - castelli di pensieri seri e palazzi di idee e sicurezze – crollassero come fossero di carta per fare spazio all’unico Cuore che si apriva al mio. E che mi diceva: caro Simone, l’Amore E’ il senso. Il resto viene dopo. Ma dopo dopo, mica per finta. Ho sperimentato la sensazione che, con quei suoi occhioni blu e il torso nudo, stesse spogliando anche me.

E qualcosa è cambiato. Davvero. E ci voleva.

Perciò, caro Filippo Neviani, in arte Nek, grazie ancora del tuo sguardo che si è posato su di me: ora posso leggere il tuo libro!

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