sebastiano zanolli: Sul futuro ha ragione Popper

 

 

 

Lo spiega bene il proverbio arabo “Confida in Allah, ma lega il tuo cammello” o, meglio ancora, il detto popolare nostrano “Aiutati che il Ciel t’aiuta”: la vita ci pone continuamente dei problemi, ma sta a noi affrontarlilamentandoci contro qualcuno o qualcosa, ovvero considerarli come sfide che ci spingono a superare i nostri limiti. 

I problemi sono opportunità mascherate per elevare l’esistenza, afferma Sebastiano Zanolli, manager di multinazionali della moda che, accanto al marketing, ha sviluppato una sua personale riflessione per motivare prima di tutto se stesso. E' stato a Brescia il 19 dicembre, a presentare il suo ultimo volume (“Aveva ragione Popper: la vita è risolvere problemi”, Franco Angeli, II ed. in corso di stampa, pp.149, € 17,50) e ad incontrare gli studenti del Canossa Campus, prossimi agli esami di maturità. Per usare una delle sue infinite metafore, “sono stato invitato come uno dei tanti allenatori che hanno giocato a lungo e che spiegherà, a chi voglia praticare uno sport (entrare nel mondo del lavoro, ndr), come ho ottenuto dei buoni piazzamenti “. 

     Zanolli, che cosa ha raccontato agli studenti? 

Ho detto loro che ciascuno deve raggiungere il proprio successo, cioè realizzare i propri ideali, per quanto strani o piccoli che siano: dal tenere bene il proprio giardino ad allevare un figlio, dal laurearsi a godersi i propri genitori anziani… Ho augurato loro di fare fatica, prima ancora che ottenere risultati. E che qualsiasi cosa si prendono a cuore devono anche saperla “vendere”, cioè farla piacere agli altri, in modo che venga remunerata. Magari una cosa che ti piace ti dà pure il pane…. Come ho fatto io. 

     Non crede che un giovane abbia più problemi oggi? 

Io ho fiducia nella capacità di ognuno di curare i propri interessi e la propria crescta senza necessariamente affidarsi ad altri. Chi potrebbe aiutare i giovani? I governi forse? Oggi hanno altri problemi e non hanno né una visione di lungo termine né risorse. Le scuole possono creare un ambiente stimolante per la ricerca e l’espressione personale, ma in questo momento l’ignoranza è una scelta singola, perché le tecnologie ci danno tutti gli strumenti. Sono i giovani che, se desiderano qualcosa, devono stare sul pezzo. 

     E come? 

Devono leggere e studiare, tenere un atteggiamento proattivo, frequentare le persone giuste. E sviluppare opzioni alternative, 

perché bisogna essere pronti a cambiare, anche in modo repentino.  La creatività, oggi, è saper incrociare in modo 

innovativo informazioni di tutti i tipi. Io ho avuto la fortuna di stare vicino a visionari che hanno sfidato i mulini a vento – vincendo - tanto erano convinti di quello che facevano. Se uno invece si vuol accontentare, allora fa il pessimista e rischia meno.    

Come sarà il mercato del lavoro tra qualche anno? 

Se vuoi fare la differenza, va detto che i lavori ben pagati in cui devi obbedire (come dipendente, ndr) saranno sempre meno, mentre quelli in cui devi usare la testa vengono remunerati solo in base al risultato…. La tendenza è quella verso un futuro di professionisti e piccole imprese. E sono certo che l’Italia, una volta risolti i problemi strutturali e con la capacità delle imprese di migliorare continuamente i processi, possa essere un luogo favorevole per lo sviluppo delle nuove professioni. 

     Nel suo libro ho incontrato il concetto di resilienza. E’ questo l’atteggiamento da tenere nell’affrontare il futuro? 

La resilienza è la capacità di ritornare allo stato originale dopo uno sconquasso. E’ una sorta di resistenza attiva. Necessaria. Ma io ritengo che occorre andare oltre, utilizzando un termine di Taleb Nassim (filosofo e matematico finanziario libanese, autore del volume “Il cigno nero”, ndr), che parla di antifragilità. 

     Che cosa significa? 

Antifragilità è prosperare nel caos e nel disordine. 

Nassim afferma che vi sono tre tipi persone e organizzazioni: quando accade un evento traumatico, quelle fragili vanno in mille pezzi, quelle robuste se la cavano con qualche danno, ma resistono, e quelle che prosperano traggono nuova linfa. Per fare un esempio: quando si scatena uno tsunami, fragile è una casa sul mare che viene spazzata via; un faro, invece, si danneggia ma rimane in piedi; Noè, invece, sul suo barcone, sfrutta questo evento per andare oltre, più lontano, ed esplorare l’entroterra… 



CHI E' SEBASTIANO ZANOLLI

Sebastiano Zanolli fa il manager, un manager un po' atipico, che sceglie un approccio alla professione misto di pragmatismo e di sentimento. Nato nel 1964 a Bassano del Grappa (VI), dopo la laurea in Economia presso l’Università di Cà Foscari, lavora in grandi aziende, tra cui Adidas, nella quale ha ricoperto il ruolo di direttore marketing in Germania, e Diesel, di cui è stato General Manager per la filiale italiana e per 6 anni Amministratore Delegato di 55DSL. Attualmente è consulente di Direzione del Gruppo OTB per le strategie di Employer Branding. E’ autore di diversi libri di successo, pubblicatai da Franco Angeli, e tiene corsi e seminari motivazionali in giro per l’Italia.