Le api e lo spazio-tempo

 

 

 

 

La storia delle api (Marsilio, 2017, pp.426, pp.18,50)

Il Collasso portò a una crisi alimentare planetaria. Le cause erano note da tempo: condizioni meteorologiche estreme, uso massivo di fitofarmaci nocivi e diffusione di parassiti. Nel 2007 il Collasso aveva un nome: Colony Collapse Disorder, la sindrome dello spopo­lamento che provoca il collasso dell’alveare e, di conseguenza, la morte degli insetti impollinatori, responsabili della gran parte della produzione di cibo.

 Le api sparirono dalla Terra e migliaia di ettari di terreno coltivato divennero incolti, non più fioriti, senza frutti e senza alberi.

“La storia delle api”, in uscita a maggio (Marsilio, pp.426, € 18,50) è il racconto magnifico di tre storie legate dal progetto di un rivoluzionario modello di alveare: le vicende di William, biologo inglese vissuto nell’Ottocento, di George, apicoltore dell’Ohio che si affida alla tradizione per contrastare la misteriosa moria del 2007, e di Tao, giovane madre che, alla fine del 21° secolo, si dedica all’impollinazione manuale in una Cina dove le api e i colori sono ormai scomparsi, ripercorrono il rapporto tra l’uomo e la natura. Tre storie distanti nello spazio-tempo, ma unite intimamente dal ronzio continuo e dalla danza incessante delle api. La norvegese Maja Lunde è alla sua prima fatica letteraria per adulti e il romanzo, in corso di pubblicazione in 25 Paesi, è potente e delicato insieme, intrecciando in modo sapiente le tematiche ambientali con i sentimenti più profondi che determinano il nostro destino.

     Maja, nel romanzo ci ricordi che l'ape, da sola, non è niente, mentre insieme alle altre, nell’alveare, è tutto. È un messaggio sulla natura profonda degli uomini? Penso che sia questa la verità sulle api, sugli uomini e sul pianeta. Tutti gli elementi della natura hanno bisogno l’uno dell’altro, ma spesso ce ne dimentichiamo. Eppure gli uomini hanno fatto cose   

stupefacenti quando si sollevano insieme: pensiamo all’Europa e alla ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale… Ora ci troviamo di fronte a cambiamenti climatici che dovrebbero farci agire insieme. E spero che lo faremo ...

     Il tuo è un volume sull'amore, tra genitori e figli, marito e moglie, uomo e animali. Un amore purificato dal dolore e dall'oscurità. Come può l'amore fare la differenza? Che cosa è l'amore, se non ciò che dà significato alla vita? L'amore è molto spesso la leva che ci spinge e scegliere. Il nostro amore per il futuro è quello che può fare la differenza: solo se cominciamo a pensare un po’ di più al futuro, e non solo a domani, ma a 10, 50 o 100 anni da oggi, possiamo mettere in atto i cambiamenti necessari, sia globali sia personali.

     I bambini determinano i colpi di scena del romanzo: rompono i modelli, forzano nuove strade, diventano "insegnanti" per i loro padri o, addirittura, simboli per l'umanità ... perché questa enfasi? Nei bambini c'è la speranza. Sono il futuro. Pertanto, i bambini del romanzo dovevano essere più saggi, più duri e coraggiosi dei loro genitori. Un po 'come tutti noi oggi, credo ... In fondo anche noi dobbiamo essere più bravi e più intelligenti dei nostri genitori.

 

     L'ultima parola nel tuo libro è "speranza". Non è una chiusura ingenua? Non voglio dire molto della conclusione, non voglio rovinarla per i lettori... Ma per me è importante non perdere speranza, perché significa rinunciare a vivere. I lettori spesso mi chiedono cosa possono fare per le api o per il pianeta, e questo è un aspetto del libro che trovo importante. Io dico che ciascuno deve fare la propria piccola parte per cambiare le cose, la le nostre piccole parti, unite, diventano potenti. Come le api.



Scrivi commento

Commenti: 0