I Cinesi la sanno lunga (sulla crisi)

Nel famigerato ideogramma che esprime il concetto di crisi, convivono i segni di problema e di opportunità, uniti saldamente nel medesimo destino.

Anche sul fronte della fragilità sociale generata da perdita di lavoro o di un reddito bassissimo, con numeri e impatti di grande peso e gravità per la società dell’economia lineare.

E’ una verità semplice e disarmante, che ho percepito, chiara e inequivocabile, in un incontro promosso dall’Associazione “Un pane per tutti”, promosso a Brescia.

 

Il cerchio al posto della linea

Le risposte all’economia lineare che si basano sullo schema acquisto-consumo-scarto hanno fatto il loro tempo, lasciando alle spalle sprechi, inquinamento e infelicità. E’ tempo che si affermi un “nuovo” modello – in realtà vecchio quanto il mondo – basato invece sulla circolarità di tutto ciò che si preleva dalla natura, si trasforma, si utilizza e si rimette in circolo. E’ l’economia circolare, che consente una visione consapevole e sostenibile per l’ambiente e per le persone che vogliono viverci, stimolando a dare il meglio di ciascuno e condividendolo con il resto del pianeta.

 

Piccole scintille per attenuare il buio

Qualche esempio? A Brescia si sono raccontati tanti piccoli spunti: da chi risparmia nei piccoli e automatici gesti di vita quotidiana (la cara, vecchia economia domestica) a chi scambia capacità e competenze (banca del tempo) o condivide la cura e l’educazione di figli (tagesmutter); da chi cucina per altri in casa propria (home-restaurant) o coltiva con altri dei pezzi di terra (orti sociali) a chi, infine, riesce a trasformare un’idea in un progetto e, grazie alla Rete, lo condivide e lo finanzia (crowdfunding).

        Bastano queste minuscole scintille a sconfiggere il buio della crisi? La risposta è banale, ovviamente, ma è la domanda a essere posta in modo sbagliato.

In realtà, queste piccole storie ci consegnano un duplice insegnamento, emblematico e illuminante, con l’effetto, quello sì, di ridurre l’oscurità intorno a noi.

 

Buio intorno e luce dentro

In primo luogo, quando tutto intorno è buio, l’unica luce a cui aggrapparci è quella che possiamo (dobbiamo) trovare dentro di noi: è la nostra capacità di reinventarci, facendo emergere talenti, potenzialità, interessi, che abbiamo sempre avuto o mai pensavamo di avere. La scintilla deve partire da noi stessi e non possiamo rinunciarvi invocando la sfortuna o l’ingiustizia, producendo lamento o esprimendo condanna. E’ un atto puro di volontà, limpida e positiva, a tu per tu con noi stessi e non delegabile a nessun altro.

 

Economia 2.0 e relazioni

In secondo luogo, l’economia 2.0 è fondata sulla natura relazionale dell’essere umano: ecco perché si qualifica anche come sharing economy, o economia della condivisione. La scintilla che ho avuto il coraggio di accendere dentro di me, nonostante tutto, forse in modo ingenuo, disperato o incosciente, è in realtà stata accesa allo stesso tempo anche da molti altri, il cui bagliore posso ora intravvedere. E con i quali posso stabilire, di persona o virtualmente, relazioni, legami, interessi o condivisioni di idee e di progetti. L’”Era della Crisi” che si può trasformare, se lo vogliamo, nell’“Era della Grande Opportunità”.

Scrivi commento

Commenti: 0