La nuova chiave a stella. Storie di persone nella fabbrica del futuro

 

 

 

 

 

Edoardo Segantini, La nuova chiave a stella.

Storie di persone nella fabbrica del futuro,

(Guerini e associati, 2017, pp 188, €18.50)


Ambizione, determinazione, flessibilità: gli ingredienti “classici” della cultura bresciana del lavoro.

Con al centro, questa volta, Cateluta Simona Cuzuma, per tutti Catia, 32 anni, sindacalista dei metalmeccanici Cisl bresciani, rumena di provenienza e bresciana per scelta. E con due lauree in tasca (Relazioni internazionali e Giurisprudenza, come Consulente del lavoro).

La sua storia, non più così rara nell’Impresa del futuro (la 4.0), è raccolta insieme ad altre 13 in un bel volume di Edoardo Segantini, giornalista e manager affamato di innovazione, nel suo “La nuova chiave a stella” (con un riferimento esplicito all’omonima opera di Primo Levi), Storie di persone nella fabbrica del futuro (Editore Guerini & Associati, pag.188, € 18,50).

Vite di uomini e donne (queste ultime più di quel che si immagini), da operai a supertecnici, da imprenditori a team leader, che nelle proprie professioni hanno scelto di non subire in modo ineluttabile l’effetto delle nuove tecnologie, quanto di combinarle in modo nuovo con forme organizzative flessibili e agili. E, naturalmente, con responsabilità sui risultati.

La storia di Catia, inevitabilmente, parte come molte altre qui da noi: il trasferimento dalla Romania, l’arrangiarsi a fare un po’ di tutto, alcune ostilità (ma anche comprensioni) nel mondo del lavoro, le porte in faccia….Ma c’è un elemento, decisivo, a fare la differenza: l’ambizione, evidente come una roccia, di volercela fare, costi quel costi, per migliorare la propria vita e quella di altri. Ed è qui che la vita di Catia incrocia quella dei metalmeccanici FIM.

Io credo - me lo dice senza alcuna remora o indecisione – che l’impresa del futuro non è semplice innovazione tecnologica, ovvero robot che sostituiscono uomini. Quanto nuove forme organizzative più flessibili con al centro il cliente, in cui i lavoratori sono chiamati direttamente a concorrere agli obiettivi e ai risultati, misurabili, dell’impresa”.

In uno scenario a medio termine in cui la gran parte dei lavori attuali non esisteranno più, il ruolo del sindacato, mi confessa, non potrà mai più concentrarsi sulla rivendicazione, quanto sul coinvolgimento dei lavoratori al processo di cambiamento. Con percorsi e modalità totalmente innovativi, ma necessari, per garantire lavoro e qualità della vita.

 

Un percorso lungo e faticoso, più difficile nelle PMI, ma nel quale, orgogliosamente, Catia ha trovato la propria strada. E, avendone conosciuto la sua storia, c’è da scommetterci che la porterà molto lontano.