Fare i manager rimanendo brave persone. Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende)

 

 

 

 

 

Giuseppe Morici, Fare manager rimanendo brave persone. Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende), (Universale economica Feltrinelli, 2018, €8,50)


Strano animale, il manager: mezzo imprenditore e mezzo impiegato.

 

Un animale in via di estinzione. Complice la deriva industrial-finanziaria, dove l’assioma “spremitutto nel minor tempo” ha rotto il rapporto virtuoso tra aziende, comunità e territori.

 

Animali diffusi un tempo, i manager, quelli scovati da Imprenditori visionari, gente che non avrebbe mai affidato “il proprio figlio” a un mercenario, quanto a un Sodalizio, creando legami per una comunanza di vita. Persone capaci di aiutare il “padrone” a dare forma al Sogno.

 

Giuseppe Morici – manager da una vita – ne cita vari nel suo ultimo volume, con un senso di autentica Gratitudine. Più serbatoi da cui attingere verso il futuro, che omaggi al passato.

 

Ne emerge, senza retorica, il profilo di un “Manager del Cuore”, individuo consapevole a cui è stato affidato il Sogno da realizzare, insieme a una Comunità di destino, di cui lui è il Regista. Il suo compito? Fare in modo che tutto funzioni, misurando il Valore generato da coloro che vi hanno contribuito, prima che il ritorno per gli azionisti.

E’ un Appello ai manager-umanisti, quelli che credono che al centro di ogni scelta vi sia l’Uomo, l’unico Capitale in grado di individuare spazi e prospettive nuovi per le imprese, attingendo al Sogno e alle Relazioni, anche nei momenti più difficili. Scovando Equilibri inediti e geniali, grazie anche alle finestre dell’azienda, spalancate per far entrare la Bellezza, moderna sintesi tra responsabilità, sostenibilità e, soprattutto, benessere. E’ l’etica del valore, del merito e del talento. E’ capacità di guida.

 

 

Cari Manager, ci siete?