Michael Casey

Già editorialista del Wall Street Journal e giornalista per importanti giornali USA, Michael Casey (51 anni) si dedica a tempo pieno alla blockchain. Ha scritto con il collega Paul Vigna La macchina della verità (The truth machine), pubblicato in Italia da Franco Angeli (pp.357, € 30).


Caro Michael, il protagonista assoluto del libro è la fiducia. O meglio: la mancanza di fiducia tra le persone. Se ci affidiamo a blockchain per ricreare fiducia, il compito dell’uomo è esaurito? Non rimuoveremo mai il bisogno di fiducia umana. Blockchain risolve solo il livello delle transazioni e la registrazione degli scambi di valore (anche i dati) che effettuiamo. È un aspetto molto importante, perché la tenuta dei registri fornisce una base sulla quale possiamo stipulare accordi reciproci e sviluppare relazioni più affidabili. Può essere una macchina che crea fiducia.

Nonostante le premesse e le promesse, internet non ha funzionato per distribuire in modo equo le informazioni a livello globale. Perchè? Il "peccato originale" di internet era che non risolveva il problema della fiducia per gli scambi di valore. Prima abbiamo capito come trasferire informazioni direttamente, senza intermediari, ma poi abbiamo scoperto che questo non funziona quando siamo in presenza di scambi di valore, come denaro o dati preziosi. Abbiamo bisogno di parti terze fidate che intervengano nei nostri scambi e mantengano il registro per nostro conto. E, giacché i dati sono diventati “LA valuta", gli aggregatori di dati a cui noi abbiamo trasferito enormi quantità di dati, li hanno trasformati in dollari pubblicitari e altre fonti di entrate. Le economie di scala dell’effetto-rete generate da un singolo intermediario, poi, hanno fatto sì che i primi motori abbiano dominato l'intero web.

Ti riferisci a giganti come GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple)? Proprio loro:  non sarà facile abbattere la loro potenza, perché ci sono efficienze naturali che derivano dalla centralizzazione e dagli effetti di rete. Ma che si tratti di una soluzione blockchain o di qualcosa che si basa sugli stessi principi di gestione della fiducia distribuita, almeno ora disponiamo di un quadro per la risoluzione di quel peccato originale, un modello su cui costruire una nuova architettura di Internet. Potrebbe essere l'azione del governo o altri metodi per forzare il cambiamento su questi colossi di "utilità" de facto, ma credo che alla fine ci arriveremo: la situazione che si è generata, tra guadagni eccessivi per se stessi e la sfiducia che sta serpeggiando tra il pubblico, è insostenibile.

 

Il tuo ottimismo su blockchain mi ricorda la "mano invisibile" di Adam Smith, che doveva risolvere ogni problema del business e della società ... Non è così. Blockchain risolve solo la funzione di tenuta dei registri. La ragione per cui la vediamo in relazione al "futuro di tutto", tuttavia, è che la conservazione dei registri è una componente vitale di tutte le forme di scambio di valore umano. Lo è sempre stato per ogni civiltà, dalle prime notizie su Babilonia. Ciò che è diverso ora è che disponiamo di un registro decentralizzato. Questo è un cambiamento di paradigma che può influenzare tutto.